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progettualità artistica (Diario Riflessivo con Citazione.....alla fine l'ho messo nella categoria Riflessioni)



Stormi di linee nere
com'esili misteri
nel vespero crear

(METODO CREATIVO)
Praticamente traccio qualche
linea col pennarello nero e mi....
lascio ispirare
dalla forma
(chiusa o aperta che sia venuta)
sulla prosecuzione del disegno,
nella direzione di definire meglio
alcune figure significative (per
lo più del mondo animale, da cui
ad es. i cicli delle "meduse"), o di
intesserla e decorarla di archetipi
segnici elementari, cromaticamente
accordati (vedi le opere di Licata
e della Accardi), che rielaboro
di volta in volta.

(METODO RICREATIVO)
Siccome ogni tanto trovo qualche
modello segnico o tema che
mi piace particolarmente,
mi.....
fisso
, e lo ricreo deliberatamente,
con una maggiore attenzione
al perfezionamento delle
decorazioni particolari e alla
composizione generale del
soggetto (da cui i cicli delle
"clessidre", dei "transistors",
dei "nuclei stellari" o delle
"costellazioni"). 

Per allargare l'orizzonte sulla creatività artistica
e sulla sua fonte
vi propongo questo brano di Osho
(non so esattamente da che libro provenga perchè
l'avevo copiato tempo fa dal portale Osho.com).
Segue un mio commento.

"
L'arte può essere divisa in due parti. Il novantanove per
cento dell'arte è un' arte soggettiva. Solo l'uno per cento
è arte oggettiva. Quel novantanove percento di arte
soggettiva non ha alcuna relazione con la meditazione.
Solo l'uno per cento di arte oggettiva è basata sulla
meditazione. Arte soggettiva vuol dire che riversi la
tua soggettività sulla tela - i tuoi sogni, le tue fantasie.
È una proiezione della tua psicologia. La stessa cosa
accade in poesia, nella musica, in tutte le dimensioni
della creatività: non ti preoccupi della persona che vedrà
il tuo quadro, non ti interessa cosa le succederà quando
lo vedrà; questa è una cosa che non ti riguarda affatto.
La tua arte è come un vomito. Ti aiuta, proprio come il
vomito ti è di aiuto. Manda via la nausea, ti fa sentire più
pulito, più sano. Ma non hai preso in considerazione ciò
che accadrà alla persona che vedrà il tuo vomito;
le verrà la nausea, comincerà a sentirsi male.
L'arte oggettiva è proprio l'opposto. Chi la fa, non ha
nulla da buttar fuori, è del tutto vuoto, pulito. Da quel
silenzio, da quel vuoto nascono l'amore e la compassione.
E da quel silenzio nasce una possibilità per la creatività.
Questo silenzio, questo amore, questa compassione,
sono le qualità della meditazione.
La meditazione ti porta
fino al centro del tuo essere. E il tuo centro non è solo
il tuo centro, è il centro di tutta l'esistenza. Solo alla
periferia siamo diversi. Quando iniziamo ad avvicinarci
al centro, siamo tutt'uno."......."
L'arte oggettiva è arte
meditativa, l'arte soggettiva è arte della mente.
"
Osho

Ora, come sempre Osho è troppo tranchant, perchè così
è il suo stile. Dice delle verità ma le estremizza, finendo
così per dire delle mezze verità. Certamente davanti a
certe opere d'arte informale o concettuale contemporanea,
possiamo pensare di essere di fronte a puri e semplici
sottoprodotti di incubi mentali riversati sulla tela o nella
installazione di turno. Tuttavia, non è sempre semplice
distinguere ciò che proviene dalla mente, e per ciò stesso,
caduco, variamente interpretabile e legato a doppio nodo
con le istanze egoiche della mente stessa e degli istinti
più vitali - quelle più direttamente preda del dolore da
desiderio frustrato e del piacere da desiderio appagato -
da cio che proviene dall'anima (a me piace questo termine,
vicino all'atman induista, ma Osho qui ha parlato di centro,
basta intendersi), e per ciò stesso, eterno o comunque
atemporale quanto basta per attraversare i secoli e
continuare a piacere, semanticamente univoco - al limite
della bellezza oggettiva - in forza della sua universalità o
provenienza da quel centro unico uguale in tutti noi,
e frutto di sentimenti più spirituali che, ne sono certo,
animano TUTTI gli artisti, (che altrimenti farebbero i
bancari, con tutto il rispetto per i bancari).

In pratica, tutti gli artisti secondo me sono animati
da sentimenti di spiritualità ed eternità, ma sono più
o meno vincolati dai loro contenuti mentali (psicologia
personale e tematiche "care", cultura generale e ideali
estetici particolari, manierismo accademico, mode
del momento o premiate dal mercato, etc.) e vitali
(fondamentalmente il trasfert più massiccio dovrebbe
vedere una sublimazione di energia sessuale, almeno
così direbbe Freud, senza trascurare i desideri di potenza
e dominio, naturalmente) a seconda - e qui concordo
con Osho - del loro livello di consapevolezza dei contenuti
stessi e di un superamento, o meglio, un silenziamento
dei medesimi. Un caso tipico e forse unico di grandissimo
artista che ha saputo "astrarre" dal suo piccolo
particolare per mostrarci l'universale dello spirito
(anche a livello di teoria estetica) è stato il fondatore
dell'astrattismo Vasilij Kandinskij. Quindi possiamo dire
che non è vero che il 99% dell'arte è soggettiva, ma
che in un'opera d'arte il gradiente soggettivo può
arrivare fino al 99%. L'uno per cento sarà sempre
oggettivo poichè sempre trattasi di opera umana,
e l'uomo - si sa - è opera divina.

Pubblicato il 9/11/2006 alle 13.52 nella rubrica Riflessioni.

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