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Riflessioni


11 dicembre 2009

18mo grado del Sagittario (Riflessioni)

 
Per restare ancora in tema di Astrologia,
possiamo notare che i giorni di Dicembre
a cavallo del 10
vedono il Sole percorrere
il grado diciottesimo del Sagittario
(nello
lo Zodiaco Tropico; al proposito ho notato
che i simboli dei gradi hanno dei riscontri
migliori se si considera la Longitudine
Tropicale e non quella Siderale dei
significatori astrologici).

Ma qual'è l'immagine-simbolo che si lega
a questo grado secondo il Calendario
Tebaico?

"Un uomo regge una civetta con la mano
sinistra ed una torcia con la destra
".

Simbolo di una volontà di portare luce
spirituale senza dimenticare le istanze
dell'occulto e del lunare, la simbologia
ben corrisponde ad alcuni eventi che
hanno visto la luce sotto gli influssi di
quel grado.
Ad esempio, la firma della
Dichiarazione
Universale dei Diritti dell'Uomo
, e la
nascita del mistico
Osho (nato l'undici,
ma con il Sole a 18° 3' del Sagittario).


14 luglio 2009

Gemme di Astrologia II (Riflessioni)

DOMINANTI ANGOLARI NELLE 4 FASI DELLA VITA



Partendo dall’osservazione che, secondo la Tradizione,
"l’ultima parte" della vita umana è simboleggiata
dai valori Planetari e Zodiacali, nonché Stellari,
della IV Casa
del Tema Natale
e della sua Cuspide
detta Fondo del Cielo, ho ben riflettuto sul fatto che
questa contingenza non poteva essere isolata e unica.
Nel sistema organico dell’Astrologia Occidentale,
nulla è accidentale.
Ogni simbologia si ripresenta a
diversi livelli e secondo precise serie numeriche, le
maggiori delle quali sono la binarietà
dei Segni
maschili e dispari o femminili e pari, la triplicità
dei
Segni
Cardinali, Fissi e Mutevoli e la
quadruplicità
degli Elementi Fuoco, Terra, Acqua e Aria.
Sulla scorta di questa considerazione
è necessario
ammettere la possibilità che anche le restanti Case
Angolari o Cardinali "sovraintendano", per così dire,
alle rimanenti altre stagioni della vita umana.
A conforto di questa ipotesi sta anche la convinzione,
sempre espressa dal filone Tradizionale dell’Astrologia,
secondo la quale
l’Ascendente e la Prima Casa del
Tema Natale influiscono maggiormente sulla
"prima parte" dell’esistenza del soggetto
.

Mi sono così applicato, o forse trovato, ad osservare
le caratteristiche degli angoli maggiori di una serie di
Temi Natali, a partire dal mio, in parallelo al dipanarsi
del corso della vita dei soggetti cui i grafici medesimi
si riferivano. I riscontri non si sono fatti attendere.
Il puntuale avvicendarsi, nei soggetti studiati,
di
fasi di vita
con caratteristiche personali e di destino
peculiari
, pur sempre nell'alveo che la stessa ha preso
dalla nascita ma con delle vere e proprie scadenze
temporali nette, ha
trovato una corrispondenza
formidabile con i simboli espressi consecutivamente
dalle Case Angolari
- nell'ordine,
dalla Prima, dalla
Settima, dalla Decima e dalla Quarta
- dentro il
quadro delle tendenze di base decise dall'imprinting
del momento natale.

Cosicchè, scoprire e portare alla luce questa serie di
correlazioni simbolicamente univoche ha confermato
le deduzioni frutto delle mie riflessioni, ed è nata
la
mia fortissima convinzione che ciascuna delle Case
Angolari "governi" e condizioni un periodo molto
preciso della nostra esistenza
, scandito e netto
.
Ne deriva, che quelle seguenti sono:


LE INFLUENZE DELLE CASE ANGOLARI
DURANTE L’ARCO DELLA VITA UMANA

0 – 20 ANNI: ASCENDENTE

20 – 40 ANNI: DISCENDENTE

40 – 60 ANNI: MEDIO CIELO

60 ³ 80 ANNI: FONDO CIELO


Vediamone i dettagli:

ASCENDENTE (AS)

Avremo così, che nell’arco dei
primi vent’anni di
vita
saranno
i Segni intercettati dalla I Casa - in
primis quello in cui cade l’Ascendente -
i pianeti
entro la medesima
, e le eventuali Stelle Fisse
congiunte all’Ascendente, i simboli più determinanti
sulla personalità e il destino del soggetto.

Parlando di me, un soggetto che ben conosco,
posso testimoniare come la congiunzione di Saturno
al mio
Ascendente sull’ultimo grado dell’Acquario
(per lo Zodiaco Siderale*), e quindi una Prima Casa
quasi interamente occupata dal Segno dei Pesci
,
abbia per così dire "cristallizzato", i primi vent’anni,
se non trenta, della mia vita, rendendola pressochè
claustrale nonostante l’impeto e gli entusiasmi
giovanili dovuti al mio Animale Zodiacale Cinese,
l'ardente Cavallo di Fuoco.

DISCENDENTE (DS)

Diversamente, ma in forma analoga, nell’arco di
anni compreso tra i 20 ed i 40, saranno
i Segni
intercettati dalla VII Casa
- in primis quello in cui
cade il Discendente -
i pianeti entro la medesima,
e
le eventuali Stelle Fisse congiunte al Discendente,
i simboli più determinanti sulla personalità e il
destino del soggetto
.

Sono questi gli anni delle più fitte relazioni, anche e
soprattutto amorose
, della fiducia, della costruzione
del nostro rapporto con gli altri
in una dialettica con
l'Io abbozzato dall'Ascendente, del matrimonio e delle
associazioni
nelle intraprese le più varie (commerciali,
manifatturiere, etc.), e di tutto ciò che da questi vari
legami promana: i conflitti o, al contrario, le sinergie.

Immaginiamo ad esempio una persona, come me,
che nella VII Casa estesa nel Segno della Vergine
presenti il pianeta Marte. L'influenza combinata di
queste due simbologie andrà a connotare gli anni della
giovinezza con dei risultati paragonabili a quelli da
me avuti: dal punto di vista dei rapporti con gli altri,
parecchi conflitti, mentre da quello del destino sociale,
una serie di attività umili e faticose, in ambienti
modesti e "virginei" - come un laboratorio analisi di
ospedale - o "marziali" - nell'industria meccanica - e
a contatto diretto con colleghi decisamente "bellicosi".
Il "quotidiano" nel suo aspetto più duro.
E' chiaro che gli effetti sopra descritti sono effetti
personali, laddove,
 in generale, essi dovranno
essere riferiti al quadro di interpretazione d'insieme
del Tema Natale del soggetto
e a ciò che il Tema
stesso ha già determinato nel corso del tempo.

MEDIO CIELO (MC)

Conseguentemente, a partire
dalla maturità dei 40
anni e
fino ai 60 anni, saranno i Segni intercettati
dalla X Casa
– in primis quello in cui cade il Medio
Cielo -
i pianeti entro la medesima, e le eventuali
Stelle Fisse
congiunte al Medio del Cielo, i simboli
più determinanti
sulla personalità e il destino del
soggetto
.

Non è senza senso, infatti, che gli anni che vanno
dai quaranta ai sessanta
, siano, nella stragrande
maggioranza dei casi, quelli durante i quali le persone
sono maggiormente dedite alla carriera professionale,
ed è questa la ragione per cui
il settore che nel tema
rappresenta la realizzazione socio-professionale,
"presiede e governa"
, per così dire, quegli stessi
anni
. Anni di ascesa sociale - il Medio Cielo è il punto
più elevato dell’oroscopo – di lontananza dal focolare
domestico, rappresentato dalla IV Casa che alla X
si oppone, e di determinazione nell’affermazione,
analoga al decimo Segno, quello del Capricorno.

Poniamo,
ad esempio, il caso di un oroscopo con
Medio Cielo in Sagittario e Mercurio in X Casa.
Nel periodo di vita considerato, dai 40 ai 60 anni circa,
vedremo presentarsi gli effetti significati: considerando
le simbologie coinvolte, potremmo andare da
una
attività professionale
legata ai viaggi e all’estero,
come anche al diritto o all’educazione, piuttosto
che allo sport, ad un fiorire di relazioni ed attività
incentrate sullo scambio di titoli e sulla parola anche
scritta, ad esempio, commercio e intermediazione,
finanza, interpretariato e traduzione, giornalismo e
advertising, e via……"discorrendo".
La maggiore influenza del Segno del Sagittario, e
di Mercurio, sulla persona, lo porterà ad assumere
caratteristiche della personalità proprie di questi
elementi, divenendo, quindi, più fiducioso, gioviale
e generoso, nonché percettivo, nervoso e loquace.

Nel mio caso, poi, che presento Venere congiunta
al Medio Cielo
, ancorchè entro gli ultimi gradi della
IX Casa, con un’orbita di tolleranza minore di due
gradi che la "risucchia" entro la sfera d’influenza e di
potenza della Decima (come hanno anche dimostrato
gli studi dei Coniugi Gauquelin), la scelta di dedicarmi
come ambizione di elezione all’attività artistica è
coincisa proprio con il compiersi dei miei 40 anni.

FONDO CIELO (FC/IC)

In ultimo, a partire dai 60 anni e fino al termine
della vita
, saranno i Segni intercettati dalla IV
Casa
- in primis quello in cui cade il Fondo del Cielo
(Imum Coeli) -
i pianeti entro la medesima, e le
eventuali Stelle Fisse
congiunte al Fondo del Cielo, i
simboli più determinanti
sulla personalità e il destino
del soggetto
.

Per fare qualche esempio, conosco un astrologo
che, allo scoccare dei suoi sessant’anni, ha cominciato
ad essere fortemente influenzato dal suo Nettuno in
IV Casa, avvento che, simbolicamente, è stato persino
suggellato dalla sua partecipazione ad un Congresso
che proprio il pianeta celeste aveva come tema.

Parimenti,
un mio parente ultrasessantenne con un
Mercurio congiunto al Fondo del Cielo, sta vivendo
una seconda giovinezza grazie alle potenzialità
comunicative offerte da Internet, cui si è presto
adattato grazie ai suoi valori Uraniani. Le conoscenze
virtuali che coltiva, oltre a mantenerlo giovane di
mente e di spirito, lo spingono a scrivere molto, sui
social network e in chat. La sua navigazione in Rete
è fonte per lui di grande arricchimento conoscitivo,
cosa che da giovane gli era stata negata, e non si
contano le lettere elettroniche che scambia con noi,
ma anche con le redazioni di giornali e TV.

                
  
Come per altre costanti astrologiche che ho messo
in evidenza altrove,
questa regolarità io l’ho notata
in
molti casi, in primis su di me, e l’ho ritenuta valida
.
Punto. Vi invito a fare altrettanto. Utilizzate i Temi
Natali in Vs possesso e paragonate i tratti caratteriali,
ma anche destinali, delle Case Angolari, a quelli
rivelantisi nell’arco della vita dei soggetti considerati.

Troverete anche voi le stesse evidenze.





* Tutte queste considerazioni o "gemme"
Astrologiche, prescindono dallo Zodiaco di
riferimento considerato, Tropico o Siderale
,
afferendo a princìpi più generali di questa
Scienza, che paiono legati maggiormente
alla distribuzione orario-domificazionale
degli astri
rispetto all'orizzonte terrestre,
ovvero nella Volta Celeste
superiore od
inferiore, racchiuse rispettivamente dai
punti di Medium e Imum Coeli.


17 giugno 2009

privacy's power problems (Riflessioni)



"
Shao-Hin era rimasta piuttosto sconvolta
nell'apprendere che in Occidente esiste la
consuetudine di fornire liberamente la
propria data di nascita e il proprio
ascendente. In Cina, è segno di buona
educazione dichiarare il proprio animale
di nascita - in modo che gli altri sappiano
regolarsi nei vostri confronti - ma è
giudicato segno di indelicatezza rivelare
la data di nascita completa. Questo perchè
in essa risiede la personalità più profonda
di un individuo, e mostrarla pubblicamente
equivale a perdere la faccia. Un tempo,
rivelare la data di nascita dell'Imperatore
equivaleva ad attentare alla sua
onnipotenza, ed era crimine punito con
la morte!
"

[ La nuova Astrologia Cinese - Il Cavallo ;
  Gremese Editore ]


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1 giugno 2009

Il Mitico Thor!!!! (Riflessioni)



Qualche precisazione sulla
troppo superficiale
identificazione del culto degli Dei Norreni con
l'ideologia nazista
.


L'articolo
dellapagi
nawebsopralinkataèunpocolungo
emoltoricercatomamoltointeress
anteedeg
nodifede



24 maggio 2009

Gemme di Astrologia (Riflessioni)



Questo è il primo post che intitolo così.
Altri ne seguiranno, col medesimo titolo
ma con temi sempre diversi. In essi vorrei
racchiudere i capisaldi della mia
visione
dell'Astrologia. Visione che, è
chiaro, deve
moltissimo a tutti coloro che mi hanno
preceduto, i quali, anche se non citerò
espressamente, sono creditori, sia con i
loro errori, sia con le loro scoperte, alla
Storia di questa Scienza.

Se si dovesse corrispondere "il copy-right"
a tutti, ci sarebbe da risalire sino alla
Creazione, dalle cui leggi ogni scoperta
e invenzione discende, e sù, sù, fino al
Creatore.....e oltre, ma siccome io sono
un Tipo
generoso, ne faccio a meno :)

Vorrei parlare oggi di quello che identifica
maggiormente una persona all'interno del
tema natale. Di quell'elemento, cioè,
attraverso il quale si può dire a grandi
linee, ma immediatamente, "chi" quella
persona sia. Ciò non potrà essere,
per
forza, un pianeta, una dominante, o
qualcosa di questo genere, poichè un
uomo è ben diverso da un astro, ed
il
concetto di
identità sociale e 
condivisa,
poichè di questo si tratta e non di quella
più intima e indefinibile persino allo
stesso soggetto, perlomeno nelle culture
entro le quali è nata l'Astrologia indo-
babilonese, si rifà principalmente ai
Segni
dello Zodiaco
, e alle Costellazioni dalle
quali essi derivano.* Dunque, si tratta di
individuare all'interno del tema radix un
Segno piuttosto che un altro.

La Tradizione ha posto sempre
molta
enfasi sul segno occupato dal Sole
del
soggetto. In tempi più recenti,
anche in
virtù delle ricerche che hanno coinvolto
la distribuzione dei pianeti relativamente
agli angoli maggiori del tema, spostando
l'attenzione verso la loro
domificazione,
la Casa occupata dal Sole ha acquisito
anch'essa
un analogo peso.
Ma
noi, sappiamo, che il
fondamentale
nesso che lega una Casa ai suoi significati
è il suo
ordine numerale che corrisponde
a quello dei Segni dello Zodiaco.
Da ciò discende che:
Il primo e fondamentale significato di un
pianeta in una Casa è l'analogo Segno
Zodiacale
(così come le lancette degli
orologi da polso analogici indicano le ore
corrispondenti), inscindibilmente legato
ad essa e da cui la stessa riceve
i suoi
valori simbolici.
La conclusione del ragionamento basato
su queste riflessioni è la seguente:

Il primo e fondamentale indicatore della
personalità e identità sociali di un
uomo
è il Segno Zodiacale corrispondente alla
Casa del suo Sole e occupata da esso.

Ho specificato: "di un..uomo".
E l'ho fatto
poichè quì, secondo me,
la differenza di
genere sessuale
esiste e si fa sentire,
almeno.....quanto il Sole differisce dalla
Luna.   Chiaramente ed assolutamente,
uomini e donne della specie umana hanno
un identico tipo di anima. C
ome diceva
Osho, con parole simili, "la differenza tra
uomo e donna è qualcosa di accidentale,
di marginale. Vai al centro, all'essenza,
che è identica in entrambi".  Tuttavia
non si può negare che tra loro esista una
differenza reale, nella fisicità come nella
psicologia g
enerale, nel destino biologico
relativo alla specie - fecondativo quello
maschile gestazionale quello femminile,
entrambi complementari -
come nelle
attitudini mentali e pratiche
attraverso
le quali si estrinseca la vita umana.

Ma non sono queste differenze, sulle
quali già immagino scalpitare su fronti
opposti i maschilisti e le femministe, ciò
che
mi interessa, quanto, piuttosto, la
loro radice astrologica.
Così, avremo che:

La donna avrà una identità legata ai
valori della Luna e, nello specifico, a
quelli espressi da quest'ultima nel tema
natale, mentre l'uomo deriverà la sua
identità dalle caratteristiche del Sole,
e in particolare, da quelle che lo stesso
ha nel suo tema natale
.

Ciò, quindi, si verifica sia
relativamente
ai caratteri propri dei due luminari
, sia
relativamente alle coloriture di significati
simbolici che gli stessi acquistano
dal
transito attraverso i diversi Segni delle
Costellazioni Zodiacali e nelle varie Case
del tema.
Cosicchè un uomo sarà più solare, a
prescindere, così come una donna sarà
più lunare. Ma, anche, un uomo riceverà i
suoi tratti più caratteristici da quelli che
riceve il suo Sole - per longitudine, casa
e aspetti - mentre la donna li mutuerà
da quelli specifici che la Luna ha nel suo
tema natale.
D'altra parte, Vi domando: non è per
una Tradizione secolare, che se vogliamo
delineare
l'archetipo paterno-maritale
di un tema natale femminile dovremo
guardare al Sole, mentre per delineare,
analogamente, 
quello materno-uxorio
di uno maschile, ci riferiremo alla Luna?

L'Astrologià è un insieme organico in
cui tutto si tiene, fatto di analogie e di
simmetrie
. Ciascuna regola rispecchia le
altre, e così fino alle più generali, che
derivano da quelle cosmiche, tra le quali
quella della differenza complementare
tra maschile è femminile è forse la più
radicale. Pensiamo, ad esempio,
alla
dualità intrinseca di alcune delle
più
elevate Divinità Indù - Vishnu e Shiva -
ma anche al principio dialettico del Tao
nella cultura filosofica estremo orientale.
Non è possibile che la fondamentale
differenza della specie non abbia una
corrispondenza nelle forze astrali che
costituiscono un essere umano.
Ne consegue, che:

Il primo e fondamentale indicatore della
personalità e identità sociali di una donna
è il Segno Zodiacale corrispondente alla
Casa della sua Luna
e occupata da essa.

Dopo questi due elementi, simili perchè
entrambi legati all'idea di "pianeta
luminare", ma significativamente
diversi
per l'uomo e per la donna, troveremo,
a seguire, meno influenti seppur ancora
determinanti per completare il ritratto
psicologico e destinale di una persona,

altri Segni Zodiacali importanti.

Essi sono, direi al medesimo livello di
incidenza,
il Segno occupato dal Sole
per l'uomo e quello occupato dalla Luna
per la  donna
, e
il Segno occupato dalla
Prima Casa, a partire dalla cuspide
dell'Ascendente
, per entrambi i sessi.

Ora, qualcuno potrebbe chiedersi,
se
questa mia "teoria" abbia dei riscontri
con la realtà, se, cioè, io possa portare
dei dati sperimentali che la suffraghino.

Bene, trattandosi di
fenomeni soggetti
ad una piuttosto varia interprezione
come
lo sono gli aspetti presunti e percepiti di
una certa
identità - almeno quanto una
certa
fattispecie si può far rientrare nel
campo di applicazione di questo o
quell'articolo di una oppure di un'altra
legge particolare, attraverso un'atto di
ermeneutica giudiziaria esercitata
mediante un uso della facoltà del g
iudizio
-
anche se gli stessi possono risultare
largamente condivisi
non è possibile
portare alcuna evidenza
del tipo di quelle
delle Scienze Naturali.
Nessuno potrà mai
affermare, per intenderci, che il signor X,
"universalmente e per tutti" abbia una
identità predominante di un determinato
Segno Zodiacale
. Analogamente alle
Scienze Umane, questa parte della nostra
amata Astrologia si muoverà sempre su
un terreno molto opinabile. Ben diverso
sarebbe se dovessimo proporre sentenze
basate
su fatti oggettivamente misurabili,
come incidenti, crisi psicologiche, crolli
o scatti professionali, eredità & affini,
tutte materie sotto gli influssi propri della
dinamica astrologica (transiti, rivoluzioni
planetarie varie, etc.) e per le quali a una
causa X corrisponderebbe un effetto Y,
salvo poi riuscire a dimostrare coi numeri
il legame causale di Y a X.

Per farla breve,
io ho testato queste
regole su molti casi a me prossimi
- si
può conoscere bene solo ciò che è più
prossimo - e le ho ritenute valide. Stop.
Ego dixit.  Vi invito a fare altrettanto.
Utilizzate i temi natali in Vs possesso
e paragonateli ai tratti caratteriali, ma
anche destinali, tipici dei vari Segni.
Troverete anche voi le stesse evidenze.

Un uomo cieco dalla nascita, potrà solo
immaginare come sia fatta la realtà.
Saranno solo le sue immagini. Ma una
volta riacquistata la vista vedrà come
essa è. Allo stesso modo, noi ci possiamo
sbagliare molto a lungo nell'interpretare
i fenomeni, ma quando ne raggiungiamo
la giusta visione non la abbandoniamo +



* Tutte queste considerazioni o "gemme"
Astrologiche, prescindono dallo Zodiaco di
riferimento considerato, Tropico o Siderale,
afferendo a princìpi più generali di questa
Scienza, che paiono legati maggiormente
alla distribuzione orario-domificazionale
degli astri
rispetto all'orizzonte terrestre,
ovvero nella Volta Celeste
superiore od
inferiore, racchiuse rispettivamente dai
punti di Medium e Imum Coeli.


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27 febbraio 2009

P: Paura Paranoia Plutone (Riflessioni)

"Non dobbiamo aver paura che della paura"

                 [probably
Caio Giulio Cesare]



Vorrei trattare oggi un tema cui sono molto legato.
Quello della paura e della paranoia nelle loro radici
astrologiche e karmiche, ovvero, se sia riscontrabile
un condizionamento dovuto a determinati astri o
alle esperienze vissute in precedenti esistenze
che
spinga verso la manifestazione di questi stati
d'animo. La risposta, per me, è Sì.


Artefice cosmico della "paura degli altri", del timore
over-razionale (potremmo dire trans-saturnino) che
"gli altri" ce l'abbiano con noi, tramino alle nostre
spalle con pensieri e parole, o ci minaccino più o
meno fisicamente, in forme, cioè, più o meno
sottili, è il pianeta Plutone, governatore del segno
zodiacale dello Scorpione, dove ha il suo domicilio.
E q
uesto, per ciò che discende dalle attribuzioni
zodiacali che
la Tradizione ha stabilito per esso.
Ma vediamo ora come anche la miglior ricerca
statistica
dell'astrologia contemporanea suffraghi
questa originaria ipotesi.

In una sua ricerca l'astrologo Ennio Dinacci ha
testato "la correlazione tra la presenza di Plutone
nelle zone sensibili
, secondo lo schema Gauquelin
rivisitato per la domificazione Placido, e l'alto
punteggio (maggiore di 75) della scala Paranoia
del test di personalità Minnesota
(M.M.P.I.)." (1)
Studiando un campione di 245 schede di questo
noto test di personalità i casi con Plutone angolare
sono risultati solo 51, circa un quinto, ma
considerando solo quelli con un punteggio di
Paranoia elevato.........."si osserva che nei 20 casi
utilizzabili compare ben 9 volte Plutone in una
zona sensibile. Questo dato è risultato altamente
significativo
, avendo ottenuto un punteggio di
circa sette al test del Chi quadrato con 1 grado di
libertà, valore questo, che si può ottenere per
caso
circa
otto volte su mille." (2)

Personalmente, poi, posso testimoniare circa gli
effetti dirompenti che Plutone può avere a livello
psichiatrico
. Senza entrare nei dettagli del mio
passato e con l'auspicio realistico che in futuro
non debba più essere soggetto a simili accessi
(sono convinto della assoluta possibilità di una
guarigione completa dei disturbi psichici, al pari
di quelli fisici), devo constatare come gli stessi si
siano verificati
in coincidenza di transiti e di una
rivoluzione solare particolarmente critici: Plutone,
Sole e Mercurio di transito in quadratura a Plutone
radix (dalla nascita quadrato al Sole, congiunto a
Urano e opposto a Saturno), As di RS in XII casa
radix, Marte di RS in I casa di RS, e infine, Plutone
e Sole sul MC di RS.

Passando, adesso, su un piano più metafisico, cioè
oltre ciò che esiste realmente qui ed ora - la paura
e le sue "cause scatenanti", gli astri - si può
supporre altresì un condizionamento karmico nella
disposizione psicologica di certi individui, vale a
dire, un'eredità psicologica drammatica che dalle
varie esistenze precedenti si è trasferita,
immagazzinata in chissà quale sostrato,
nell'insieme corpo-mente degli individui stessi.
La psicologia moderna ha sommariamente definito
questo "sostrato" con il termine di "inconscio",
limitandone però la genesi al vissuto del soggetto
fin dalla sua prima infanzia, ma diverse scuole
spirituali hanno per esso cercato delle forme
materiali più specifiche. Ad esempio, secondo
Osho, il nostro back-ground pre-natale sta inscritto
nel sistema sottile dei Chakras. Più in generale, in
ambito spirituale, è valso il concetto e il termine
di "anima", e ad esso, sia pur in senso lato, faccio
anch'io qui riferimento.

Supponiamo quindi che, in una determinata o più
delle sue incarnazioni terrene, un'anima si trovi a
sperimentare sulla sua pelle la persecuzione fisica
e psicologica
da parte di un ambiente a lei ostile,
sia esso lontano (istituzioni, estranei) o addirittura
familiare (parenti stretti), o, al limite estremo,
trovi la morte per causa violenta, per assassinio.
Ansia, terrore, dolore fisico e disperazione non
lascieranno una traccia sulla sua anima? Non ne
conserverà una memoria, ancorchè nascosta e
atavica? Secondo me, sì, e questo passato, nel
quadro del condizionamento astrale natale, può
ben rappresentare l'eziologia profonda di molti
disturbi psichici, soprattutto a tendenza paranoide.
Supponiamo che una uomo, in una sua esistenza
precedente, sia stato avvelenato da qualcuno di
sua fiducia. Non ne conserverà una diffidenza
innata? E, qualora quest'ultima evolvesse in una
patologia, sarebbe facile curarlo con dei farmaci?
I parenti e i medici riuscirebbero, pur nel suo
interesse e per il suo bene, a convincerlo ad
assumerli?

Vediamo qualche caso esemplare: consideriamo il
tipo di esistenza condotta da San Paolo. Possiamo
ben dire che essa rappresenti, al di là di qualsiasi
considerazione religiosa sulla sua missione e sul
suo legame con lo Spirito Santo che lo ispirava,
una tipica esistenza "perseguitata". E che dire, poi,
per guardare invece ad un esempio di "effetto",
della straordinaria vita dell'"Uraniano" (ma anche
tanto Plutoniano) Howard Hughes , che passò gli
ultimi decenni della sua vita isolato e vittima di
fobie ossessive. Cercando qualche risorsa web su
quest'ultimo, ho trovato un libro  che curiosamente
richiama le tre P che fanno da titolo a questo post.
In luogo di Plutone, però, l'autore inserisce un
topos che è comunque Plutoniano: il Potere e il
suo "Palazzo".

Coraggio.


Note
(1)(2): testi tratti dalla relazione di Ennio Dinacci
"Corrispondenza tra tratti paranoici ricavati al MMPI
e la presenza di Plutone nelle zone sensibili" [Atti
del III Seminario Eysenck di Ricerca in Astrologia,
Napoli, 3-5 Giugno 1988]

 


20 aprile 2008

tutto è uno e anche il numero è una parola (Riflessioni)



comunque........detto fra noi.......

tutto è uno (3=1+1+1)



o al più (o almeno, dipende dai punti
di vista: alto/fuori o basso/dentro)

mezzo (1/2)



e......in ultima analisi

lo stesso numero è un'opinione



E' la forma-nome che discrimina
all'interno del continuum



Aloha

 


8 febbraio 2008

Inno con qualche parentesi in + (Riflessioni)



«
Fratelli d'Italia (0)
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa. (1)
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò. (2)
Stringiamci a co(o)rte (3)
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi, (4)
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme: (5)
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò. (6)
Stringiamci a co(o)rte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
L'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore; (7)
Giuriamo far libero
il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può? (8)
Stringiamci a co(o)rte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano, (9)
Ogn'uomo di Ferruccio
ha il core, ha la mano, (10)
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla, (11)
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò. (12)
Stringiamci a co(o)rte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute: (13)
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute. (14)
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevè col cosacco,
Ma il cor le bruciò. (15)
Stringiamci a co(o)rte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.»


NOTE:

(0) Gli Italiani sono chiamati ad essere fratelli l'uno
per l'altro.

1) Sul capo ha l'elmo di Scipione l'Africano,
il condottiero che sconfisse Cartagine.

2) Dov' è la Vittoria? Essa, la Vittoria, porga la sua
chioma all'Italia, xché Iddio ha inteso la vittoria come
schiava di Roma capitale.

3) Schieriamoci in plotone da difesa, la coorte, che
era, infatti, una suddivisione della Legione Romana.

4) Calpestati, presi in giro.

5) Ci unisca una unica bandiera e una speranza.

6) L'ora di unirci è già risuonata.

7) L'unità e l'amore indicano ai popoli le strade
tracciate da Dio.

8) Come possiamo perdere se saremo uniti, anche per
(mezzo) di Dio e per Lui (seguendo il suo volere)?

9) Dalle Alpi alla Sicilia tutto il paese può essere come
Legnano, la città in cui la Lega Lombarda nel 1176
sconfisse l'Imperatore Federico Barbarossa.

10) Ogni compatriota d'Italia ha l'ardore e l'abilità di
Ferruccio, quel Francesco Ferrucci che nel 1530 difese
la Repubblica di Firenze dall'assedio dell'Imperatore
Carlo V.

11) I bimbi d'Italia sono tutti dei potenziali Balilla, il
soprannome dato ad un ragazzino protagonista e
simbolo della rivolta scoppiata a Genova contro gli
Austriaci nel 1746.

12) Il suono di ogni campana richiama quello delle
campane che, durante l'insurrezione antifrancese di
Palermo del 30 Marzo 1282, detta dei Vespri siciliani,
chiamavano il popolo alla lotta.

13) Le spade delle truppe mercenarie pagate dagli
Austriaci sono flessibili come giunchi e quindi deboli.

14) L'aquila, che campeggia nello stemma della
bandiera Austriaca, ha già perduto le sue penne,
ovverosia, si è già molto indebolita, come la potenza
dello stato che simboleggia.

15) L'Impero austro-ungarico bevette il sangue
dell'Italia e, con l'aiuto dei cosacchi Russi, anche
quello della Polonia, reprimendo nel sangue la libertà
di questa ultima. E, tuttavia, quel sangue gli bruciò
il cuore.


N.B.
Il testo dell'Inno e le informazioni contenute nelle
note, da me rielaborate, sono tratti dal libretto del
Cd audio: "L'Inno di Mameli - Fratelli d'Italia;
Coro e Orchestra della Accademia Nazionale di Santa
Cecilia" edito nell'anno 2002 dal Gruppo Editoriale
L'Espresso - Divisione La Repubblica ; Roma




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27 dicembre 2007

omen nomen (Riflessioni)

Come dicevano i latini, nomen omen,
ovvero, un nome, un destino, ossia
il destino sta scritto nel proprio nome.




Cristoforo Colombo

ovvero Cristo-foro Colombo:
il colombo (viaggiatore) che porta Cristo,
che ne è foriero, e, spinto dall'ispirazione
spirituale divina, scopre nuovi mondi e
apre anche per essi la possibilità della
evangelizzazione, cioè della partecipazione
anche da parte dei popoli di quelle zone
terracquee (finiti lì, probabilmente, quali
eredi della civiltà Atlantidea, gli egizi
avendola tramandata in Africa) alla
conoscenza della Buona Novella, del
messaggio di salvezza e di vita eterna
portato dal Cristo per TUTTA l'umanità.




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6 dicembre 2007

priorità d'amore (Riflessioni)



Secondo me,
questo è il giusto ordine
nel
quale si deve amare:

- Noi stessi (la parte divina di sè)
-
Dio
- Un altra persona

attenti a non invertire
l'ordine migliore :-)




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5 settembre 2007

parole per l'anima (Riflessioni)

Bene, questo testo mi è arrivato via e-mail da un'amica,
con oggetto del messaggio il medesimo titolo che ho
dato a questo post, e benchè io nutra
qualche dubbio
sulla sua presunta datazione
- vi leggo degli echi di
new-age che dovrebbero quantomeno essere profetici -
direi che propone delle saggezze senza tempo, alcune
un pò banali, altre meno scontate, perciò.....
ve lo propongo alla lettura.


Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora
nell'antica Chiesa di S. Paolo




"Procedi serenamente tra il frastuono e la fretta e ricorda
quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi,
senza arrenderti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con calma e chiarezza e ascolta gli
altri, anche se noiosi e incolti, hanno una loro storia da
raccontare. Evita le persone prepotenti e aggressive,
costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel
confrontarti con gli altri puoi diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni
interesse per la tua professione, per quanto umile essa sia,
costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del
tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è
pieno di inganni. Ma questo non ti impedisca di vedere
quanto c'è di buono, molti sono coloro che lottano per alti
ideali e dovunque la vita è colma di eroismo. Sii te stesso.
Soprattutto non fingere di amare. Non ostentare cinismo
verso l'amore perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e
aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta
di buon grado la saggezza dell'età, lasciando con serenità
le cose della giovinezza. Coltiva la forza d'animo per
difenderti dall'improvvisa sfortuna. Non angosciarti con
fantasie; molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell'universo non meno degli alberi e delle
stelle e hai pieno diritto di esistere. E, convinto o non
convinto che tu sia, non v'è dubbio che l'universo si sta
evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque
sia il concetto che hai di Lui e quali siano i tuoi affanni e le
tue disperazioni. Nella chiassosa confusione dell'esistenza
mantieniti in pace con il tuo spirito. Nonostante tutta la
sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti, questo è
pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Fa di
tutto per essere felice.
"

L'ultima frase è un pò sibillina. Io direi: fa tutto ciò che
non è espressamente vietato da Dio, tanto, ciò che lo è
non ti darebbe la felicità.




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8 luglio 2007

la Chiesa (Riflessioni)

 A proposito dei frutti spirituali dello stato evolutivo
attuale
della lingua Italiana
, argomento di estrema
attualità e soprattutto di interesse generale -
ahahaha!! - vorrei oggi porre sotto la lente di una
osservazione
sub limen coscientiae verbis la parola
"chiesa", ovvero il termine che designa la comunità
mondiale dei fedeli di Gesù Cristo, nonché l'insieme
del suo corpo mistico ( "così anche noi, pur essendo
molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per
la sua parte siamo membra gli uni degli altri
"
San Paolo - Lettera ai Romani 12,5).



Bene, se adesso "entriamo dentro" al termine
"CHIESA" e lo leggiamo articolandolo lentamente
(potrei fondare l'associazione slow word, per la
riscoperta del gusto delle parole), abbiamo che
esso suona "CHI-E-SA", che, opportunamente
accentato - si sa, la qualità della vita è questione
di semplici accentuazioni di valore, positive o
negative - diventa "CHI-E'-SA'".

Che vorrà mai dire "chi è sà"?

Semplice. Vuol dire, in senso, tra l'altro, biunivoco
- perchè "chi è sà" comporta anche che "chi sà è" -
che CHI E'(siste) in virtù della sua stessa essenza,
chi esiste ontologicamente, perchè parte del corpo
mistico di Cristo, cioé in fondo, chi avrà vita eterna
....SA', conosce, conosce la Buona Novella portata
dal Redentore e per ciò stesso conosce la Verità,
ha la Sapienza.

Allo stesso modo
CHI SA', chi conosce la Verità,
E'(siste) eternamente in Lui.

Amen




permalink | inviato da b-rightful il 8/7/2007 alle 10:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


19 giugno 2007

Cu nenti iavi, nenti dici = chi non ha niente, niente dice: proverbio siciliano (Riflessioni)

Piccola spiegazione del potere temporale della
Chiesa di Roma
, provvidenzialmente guidata

nel suo corso più generale per ben due millenni.




Bene, il post sarebbe ciò che avete appena letto,
titolo compreso. Tuttavia, per fare almeno
un
esempio
di ciò che ho inteso dire, ho scelto il più
significativo e tragico della storia della Chiesa, e
del suo travaglio interiore fra la sua anima
pauperistica e la sua esigenza di radicarsi sulla
Terra attraverso il potere e la ricchezza materiale.
Dialogo e scontro non ancora finito, basti pensare
alla recente teologia della liberazione.
Quindi, come San Francesco ha fatto un presepio
della natività, io farò un per-esempium di questa
lotta fratricida.

Ciò a cui voglio riferirmi è la parabola, nel senso
di ascesa e caduta, di Fra Dolcino e della setta
dei suoi seguaci (ho detto setta poichè non fu
riconosciuta come ordine religioso, ma anzi, fu
condannata come eretica e distrutta), che si
inserisce nel filone del movimento pauperistico
e millenaristico degli Apostolici, fondato da
Gherardino Segarelli verso il 1260 nel parmense.
Questi, a sua volta, aveva raccolto l'eredità
spirituale e profetica di Gioacchino da Fiore e
dei gioachimiti, cui pure si rifaceva la corrente
dei francescani cosiddetti "spirituali", che
vivevano in povertà e senza fissa dimora, in
contrapposizione a quella dei "conventuali", che
abitavano in convento e accettavano donazioni
per le loro comunità, scissione che avvenne dopo
la morte di S. Francesco nel 1226.

Beh, adesso non vorrete mica che vi riassuma
tutto sto ingarbuglio? In rete ho trovato pagine
interessanti e sintetiche sui portali "Wikipedia"
ed "Homolaicus", e un bella relazione di un
convegno di studi Dolciniani
che mette a
confronto il pensiero di Dolcino con quello di
Gioacchino, cui il primo si rifece.
Lasciando a voi la lettura integrale della dotta
relazione proseguirò con un mix delle altre due
pagine, nel senso che dalle succitate risorse Web
citerò, estrapolandoli, alcuni brani chiave e li
commenterò laddove ritenga il caso. I periodi di
testo sono citati in corsivo e colore verde scuro.
Le grassettature al loro interno, le ho apportate
io per sottolineare qualcosa.

Con la nascita dei Comuni si sviluppa in Italia un
movimento ereticale che ambisce a contestare il
compromesso di economia mercantile e di potere
ecclesiastico, rivendicando le priorità comunitarie
e pauperistiche del cristianesimo primitivo,
facendo anzi della povertà il discrimen della
retta fede
, al punto che si veniva a negare la
forma "istituzionale" dell'esperienza cristiana.

La setta degli Apostolici, fondata da Segarelli
verso il 1260, rientra nel novero dei movimenti
pauperistici e millenaristici che fiorirono numerosi
in quel periodo.
Segarelli infatti vendette tutto e
diede il ricavato ai poveri, limitandosi a chiedere
elemosine alimentari, a pregare, cantare,
predicare e soprattutto assistere i malati.

(gli Apostolici) conducevano una vita di digiuni e
preghiere, sia lavorando che chiedendo la carità,
non davano valore alla castità: la cerimonia di
accettazione dei nuovi seguaci prevedeva che
pubblicamente si spogliassero nudi, come aveva
fatto san Francesco; predicavano
la
disobbedienza al pontefice
, la possibilità della
predicazione ambulante dei laici, l'imminenza
del castigo celeste
provocato dalla corruzione dei
costumi ecclesiastici, la stretta
osservanza dei
precetti evangelici
e la povertà assoluta.

Vorrei qui solo osservare alcune cose:
In primis la rinuncia alla castità, per quell'epoca,
mi sembra veramente, ma anche solamente,
un anacronismo, se si pensa che ancora non è
un serio argomento di dibattito neppure nella
chiesa attuale.
Inoltre, leggere che praticavano la "stretta
osservanza dei precetti evangelici
" mi ha, come
si suol dire, messo la pulce nell'orecchio e
spinto a riesaminare mentalmente tutti i precetti
evangelici che conosco per capire dove i conti non
tornassero. Non ho avuto difficoltà, dopo pochi
secondi, a farmi venire alla mente il seguente:
"Non giudicate e non sarete giudicati ;
non condannate e non sarete condannati;
perdonate e vi sarà perdonato
" (Luca 6,37).
(per piacere, leggetevi il link che ho messo qui
sopra, perchè sono parole sante).
O ancora: "Chi sei tu che ti fai giudice del tuo
prossimo?
(Giacomo 4,12). E sempre + calzante,
Paolo: "Chi sei tu per giudicare un servo che
non è tuo
?" (Romani 14,4). Chiaramente, i
religiosi sono i servi di Dio per antonomasia.
Al limite..ma proprio al limite della b-rightfulness:
"Non giudicate secondo le apparenze, ma
giudicate con giusto giudizio
"
(Giovanni 7,24),
il che già comporta l'avere un retto giudizio e
saper discernere, ad esempio, la ricchezza fine a
se stessa da quella funzionale al progresso del
bene dell'umanità.
In ogni caso l'errore sta, come al solito, nell'aver
privilegiato solo alcune parti di un messaggio
spirituale, ed averle assolutizzate, a scapito di
altri e ben più importanti principi del messaggio
stesso (sul misunderstanding vedi la cammella
di Osho). Per non parlare della pericolosità insita
in visioni e profezie escatologico-apocalittiche
da realizzarsi immanentemente e immantinente,
qui e subito.

Quando fu riconfermato, nel 1274, al concilio di
Lione, il divieto di istituire nuovi ordini religiosi,
il papato, vedendo gli apostolici indifferenti al
decreto,
cominciò a scrivere ai vescovi
insistendo sulla necessità di farli entrare in un
ordine riconosciuto, oppure di punirli
severamente
. Le persecuzioni cominciarono a
farsi pesanti sotto il pontificato di Bonifacio VIII
(1294-1303), e l'inquisizione a carico degli
apostolici venne affidata proprio ai domenicani.
Si iniziò nelle due città di Bologna e di Modena,
finché nel 1300, dopo
40 anni di attività
religiosa del tutto pacifica
, Gherardino Segarelli
fu messo al rogo.

Circa il Segarelli, e la sua triste fine, vorrei dire
questo: certamente vi fu, nei suoi confronti, un
eccesso di legittima difesa
da parte del potere
papale. Questa, almeno, è la mia opinione.
Sebbene sia stato lui, per primo, a giudicare i
confratelli seminando, in questo modo, "vento",
avrebbe dovuto raccogliere "tempesta" e non
fuoco. Per un religioso mistico la cella di una
prigione avrebbe rappresentato persino una
opportunità positiva (si pensi che Sri Aurobindo
raggiunse nell'isolamento di una cella la sua
prima illuminazione). E io che semino scintille,
che cosa raccoglierò? luce, o ancora fuoco? Bho?

Quando Gherardino fu messo al rogo nel 1300,
un suo giovane discepolo, Dolcino, ebbe la forza
di diventare capo carismatico del movimento,
proseguendone in maniera decisa
l'orientamento
eversivo
.

Fra' Dolcino espose la sua dottrina in una serie
di lettere indirizzate agli Apostolici: ispirandosi a
Gioacchino da Fiore, egli riteneva che la storia
della Chiesa si dividesse in quattro epoche, e che
fosse imminente l'avvento dell'ultima, "
un tempo
finale
" in cui si sarebbe ristabilito finalmente
l'ordine e la pace dopo le degenerazioni della
Chiesa del tempo; annunciò "
l'approssimarsi
della fine dei tempi e la discesa dello Spirito
sugli apostoli
". Inoltre portò avanti anche una
(vana) battaglia contro il feudalesimo.

Il nemico principale da combattere era dunque
l'avidità. Umiltà, castità, pazienza ecc. andavano
tutte subordinate, come importanza, alla
povertà
assoluta
.

La sua ideologia religiosa era molto semplice e
radicale:
  1. la congregazione non era legata da vincoli
    di obbedienza esteriore ma solo interiore
    ;
  2. Dolcino si definiva "un capo eletto di Dio",
    direttamente, senza autorizzazioni di tipo
    "ecclesiastico". Dio gli aveva rivelato il
    futuro tramite visioni;
  3. gli avversari da combattere erano i chierici
    secolari, gli ordini religiosi istituzionalizzati,
    i possidenti di beni immobili e le autorità
    che li rappresentavano;
  4. lo scontro doveva essere soprattutto di tipo
    militare
    , in quanto non vi erano margini per
    alcuna intesa.
Parlando di Fra' Dolcino, e senza voler dare un
giudizio definitivo sull'adesione al vero delle sue
tesi, nè tantomeno sulla sua buona o cattiva fede,
giudizio, quest'ultimo, che spetta ad Altri, vorrei
solo commentare questi quattro punti.

Il primo, mi sembra molto interessante e gravido
di fecondi sviluppi futuri, anche qui, però, molto
molto futuri.
Sul secondo devo ammettere che, benchè anche
io abbia vaghe visioni escatologiche e non senta
alcun bisogno di indossare un saio per certificarle,
il problema di passare dall'escaton al "pescaton"
(scusate la deformazione del pescatore), cioè
il problema della risposta al dove e al quando,
se non al perchè, il chiliasmo dovrebbe realizzarsi,
beh, su quello, ho ancora idee troppo poco chiare.
Sul terzo e quarto punto, direi solo questo:
capisco benissimo come Fra' Dolcino possa essere
stato scosso e ferito dalla crudele messa a morte
del suo maestro Gherardino e, in questo, ha tutta
la mia umana comprensione. Forse è stato proprio
questo evento a imprimere una svolta violenta al
suo movimento, tuttavia, ad un uomo che vuol
essere di ekklesia, nel senso di "convocato alla
assemblea comunitaria con Dio", è richiesto di
trascendere anche gli istinti più forti della sua
umanità. Dirò anzi meglio: posto che l'Uomo è
fatto a immagine divina
e quindi possiede il
senso della giustizia
(da cui l'esercizio della
facoltà del giudizio, funzione che l'astrologia
attribuisce al pianeta Giove), esso deve
temperare questo sentimento alla luce della
Verità più elevata, dono senza alcun dubbio dello
Spirito Santo, che è l'Amore per la Vita.
E ben evidente, poi, in questa dolorosa vicenda,
come tutti gli eccessi portino al loro opposto:
l'esasperazione della povertà e dell'inermità
assolute, alla fine, ha portato i dolciniani al furto
e all'omicidio. Bisognerebbe cercare sempre la
virtù mediana per barcamenarsi in questo mondo.

Da Parma egli passò nel Bolognese e, per
sfuggire ai processi e ai roghi, da qui finì nel
Trentino
, dove, unendosi ad altri gruppi locali
di contestazione, predicava contro la corruzione
del clero, per un cristianesimo fuori dalle
istituzioni e senza obbedienze gerarchiche.

Il vescovo di Trento avviò la repressione,
costringendo i dolciniani a fuggire verso la
Lombardia e il Piemonte
, diventando una sorta
di "comune nomade"
, con tanto di donne e
bambini al seguito. I
l movimento si diffuse sulle
montagne di Brescia, Bergamo, Como, Milano
e soprattutto della
Valsesia. Era una compagine
di estrazione rurale-artigianale, che aveva trovato
molti seguaci negli ambienti delle comunità
montane, profondamente avverse agli strapoteri
feudali degli aristocratici laici ed ecclesiastici
.

Contro di loro si mosse un esercito guidato dai
vescovi di Novara e Vercelli
; i dolciniani
resistettero validamente a lungo, ma infine,
provati dall'assedio e dalla mancanza di viveri,
furono sconfitti e catturati nella
settimana
santa
del 1307.
L'estrema resistenza dei dolciniani, dopo due
anni di guerriglia, è
travolta nel Biellese, sul
monte Zebello (detto poi Rubello, da "ribelli")
nel 1307: i ribelli vengono massacrati. Dolcino
e altri suoi luogotenenti, tra cui la
moglie
Margherita, furono orribilmente torturati
e
arsi vivi.

Sulla tortura mi mancano le parole, scusatemi.

Cosa ne ho dedotto io da tutta questa vicenda?
Che, fatta salva la valutazione di qualsiasi
esagerazione nella violenza della persecuzione
verso Dolcino ed i suoi seguaci, di cui ciascuna
anima Inquisitoriale risponderà a Dio al momento
del suo Giudizio, l'insieme del corso degli eventi
mi sembra che segua una direzione ben precisa,
che è quella della sopravvivenza della Chiesa
sulla Terra
, una Chiesa, tanto più forte quanto
più unita - non a caso Dante Alighieri nella Divina
Commedia immagina Dolcino nel girone infernale
degli scismatici - tanto più credibile quanto meno
rappresentata da chi uccide con la spada in
una mano e il Vangelo nell'altra - anche se
paradossalmente, ma si sa che Dio non segue
ma precede la doxa nel suo disegno, il braccio
secolare della Chiesa proprio così ha dovuto
agire per stroncare posizioni tanto eterodosse -
e tanto più salda, quanto più al riparo da
personali e particolari profezie millenaristiche o
escatologiche, vieppiù quando le stesse si
rivolgono contro il corpo medesimo della Chiesa
(il che spiega anche il motivo della precauzionale
rimozione della profezia di Cristo sul futuro
avvento del Consolatore, rimozione bimillenaria!).

Non ho usato a caso il termine Corpo.
Se la Chiesa, infatti, come insieme dei fedeli e
dei chiamati da Cristo, è il Suo Corpo Mistico,
immaginate soltanto cosa può aver provato
Gesù, dall'alto dei Cieli, alla vista di un simile
spettacolo. Avrà provato un dolore morale e
spirituale paragonabile a quello di chi si veda
tagliato un arto perchè in cancrena. Un arto che,
non amputato, avrebbe portato a morte l'intero
organismo.




permalink | inviato da b-rightful il 19/6/2007 alle 20:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


29 maggio 2007

humility (Riflessioni)

Ogni tanto mi piace ricordare, il
fatto che, più di cinquant'anni fa,
i miei genitori si incontrarono, per
la prima volta, qui
.
All'epoca era soltanto un cinema
qualsiasi, ora è la multisala del
Museo Nazionale del Cinema.
E allora?


"ci sarà il suo motivo"..................
.........."non capisco ma mi adeguo"

Maurizio Ferrini in
"quelli della notte"
(programma TV anni '80)




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