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Diario


28 novembre 2007

capisaldi di un libro per addetti ai lavori e cultori dell'astrologia in cantiere da anni che chissà se verrà mai pubblicato - parte I (Post-i a fondamento)



L’UOMO COSMICO -
La Melotesia zodiacale
dell’uomo della nuova era

 

PREMESSA DELL’AUTORE

Per sgombrare subito il campo da equivoci tengo a sottolineare che
il presente lavoro, come si evince facilmente dalla sua scarsa mole,
non rappresenta un lavoro di un erudito, di qualcuno cioè che ha
divorato centinaia di libri e si appresta a chiosare una summa della
materia, bensì può avvicinarsi piuttosto al risultato dell’opera di un
Rishi, come venivano chiamati i leggendari veggenti estensori dei
sacri Veda indù, una visione cioè,
una intuizione che è scaturita da
una immagine e dalla sua penetrazione
verso una sempre maggiore
visione diretta, in sanscrito, samveda. Di conseguenza essa apparirà
ai vostri occhi così com’è: una visione d’insieme, forse sfocata nei
suoi particolari e nei suoi contorni, ma ricca della sua coerenza
interna almeno quanto, se non di più, la melotesia classica. Se
qualcuno vorrà, a questo punto, certo uscendo dal novero di quelli
cui apparirà un’allucinazione, potrà armarsi di lente e scovarne i
particolari nascosti, le corrispondenze molteplici e le ricadute
impensate. Nel migliore dei casi verrà fatta a pezzi, in senso buono
naturalmente. A me, per il momento, piace fermarmi qui.
Lanciare un sasso in acqua e lasciare le onde fare il loro concentrico
corso. Ai posteri……....
Questa premessa vuole anche giustificare la forma espressiva
particolare
che ho voluto dare alla materia trattata. Sullo stile degli
Yogasutra di Patanjali ho aperto ogni sezione con una breve sentenza
di estrema sintesi, dove praticamente c’è già tutto quel che c’era da
dire, salvo poi far seguire un commento, il più possibile chiarificatore,
che argomenti la tesi sostenuta (la mia natura Saturnina mi spinge
a risparmiare le parole… oltre alla cellulosa). Quale modello migliore,
di uno arcaico, ri-fondativo e Aristotelico, per dire cose così
fondamentali, riguardanti cioè un aspetto della simbologia zodiacale,
fulcro della Scienza Astrologica.

          I Chakras sono il medium tra i pianeti e l'uomo

Il problema di quale natura potesse avere l'influenza degli astri
sull'uomo, di
come cioè, per quale mezzo e in quale modo essi
agissero su di lui
, determinandone non solo la struttura
psicobiologica ma anche i moti della volontà e del pensiero e
le conseguenti azioni, è sempre rimasto il ventre molle
dell'Astrologia nei secoli. Essa ha sempre prestato questo suo
fianco all'attacco di scettici e positivisti. Ma, finalmente, è giunta in
suo soccorso la new age. Questa ventata di sapore spirituale e
culturale (con retrogusti al business) riportando l'attenzione sulla
riscoperta di tradizioni dimenticate di varie e diverse civiltà mondiali,
ha, tra l'altro, disvelato ai più i sistemi di fisiologia tradizionale di
matrice orientale. La teoria che, infatti, tratta del sistema dei
chakras, delle nadi Indiane come dei meridiani cinesi (entrambi
canali energetici), sta alla base delle più diffuse
pratiche di
guarigione olistica
nate nel solco della new age: il Reiki, lo Shiatzu,
il massaggio Ayurvedico, l'aromaterapia, l'aurasoma, e via
continuando.


 

           Il problema delle esatte corrispondenze

L'idea di associare i pianeti ai chakras non è propriamente originale.
Durante e dopo l'elaborazione del mio sistema di corrispondenze mi
sono imbattuto in diversi tentativi di legare determinati pianeti ai
chakras. Nessuno di questi mi ha però soddisfatto. Infatti, ciò che
mi sembrava mancasse agli stessi era
un principio sistematico
organico e coerente
. Le associazioni avvenivano, cioè, sulla base di
caratteristiche planetarie accidentali e marginali, distanti da
quell'insieme di tratti costituenti la natura propria di ciascun pianeta.

                                                 ANAHATA CHAKRA


SIGNIFICATO DEL NOME: NON COLPITO

NUMERO: 4° (DAL BASSO)

POSIZIONE: STERNO

ELEMENTO: ARIA

COLORI: VERDE / ROSA

METALLO: RAME

PIETRA PREZIOSA: QUARZO ROSA / TORMALINA / SMERALDO

CORPO SOTTILE: ASTRALE SUPERIORE

ESITO PRINCIPALE: AMORE

MANTRA SEME: YAM

VOCALE: A



Innanzitutto si tratta di un centro che ha un frequenza elementale
di Aria e rappresenta la porta del corpo astrale superiore anche
detto causale. Vediamo cosa questo comporti. In virtù della sua
natura di Aria Anahata ha la capacità di stabilire relazioni e di
entrare in risonanza con ogni cosa. Sul piano pratico ne scaturisce
la capacità dell’uomo di entrare in empatia con gli altri esseri
viventi e con la Natura tutta, nonché, e proprio grazie a questa
sintonizzazione, di riuscire ad accattivarsi la simpatia (medesima
patia) degli stessi. Ma qual’ è la "materia" che veicola il 4° Chakra?
Quale tipo di energia passa in questo vortice? Lo abbiamo detto:
Energia dell’astrale superiore. In altri termini, siamo nel campo di
ciò che possiamo chiamare sentimento, in particolare, di quelli più
elevati o vicini allo Spirito. Per questa ragione veniamo dunque a
conoscenza che nell’ordine cosmico è un potere attribuito ad
Anahata quello di percepire internamente e (di) creare verso
l’esterno un senso di armonia, pace, unione e gioia. In una parola:
Amore. Sgorgano da qui i sentimenti di amore più puro e
incondizionato verso la Vita nelle sue manifestazioni, compreso
l’amore di sé. L’energia del Chakra del cuore è naturalmente
connessa con la Scintilla Divina dell’anima dentro ciascuno di noi,
cioè con quel seme, letteralmente, non colpito - di qui il nome -
dalle leggi di distruzione ed illusione (la Maya indiana) della
materia. Ne consegue che il Chakra, nella sua condizione di
apertura naturale ideale, afferma un Sì consapevole alla Vita,
ricevendone in cambio i doni della gioia e della rigenerazione.
Ultimo aspetto, ma solo d’ordine e non di importanza, è la
funzione che l’Anahata Chakra svolge nell’ambito dell’Estetica.
E’ infatti attraverso questa ruota energetica che noi possiamo
cogliere la bellezza della Natura o l'armonia celata nella musica,
nelle arti visive e letterarie, trasformando in sentimenti suoni,
immagini, e parole.

Bene. Questo è quello che ci dice la tradizione esoterica orientale
sulle Virtù del 4° Chakra. Nello spirito di estrema sintesi che
ispira questo lavoro, al fine di descrivere un terreno comune di
sovrapposizione con le qualità intrinseche del corrispondente
pianeta del sistema solare, ho ritenuto di condensarle nelle
seguenti parole chiave:

 

AMORE = ARMONIA: (euritmica) GIOIA
                            
(formale)
BELLEZZA
                             (relazionale)
COMUNIONE
                             (interiore)
PACE

Se ora volgiamo lo sguardo all’astrologia occidentale nel suo
complesso e alle caratteristiche mitologiche e simboliche che
essa ci ha tramandato sul pianeta Venere, risulta di estrema
evidenza come le stesse si attaglino perfettamente a quelle
testé delineatesi dell’Anahata chakra.

Dapprima e sommamente Venere è Dea dell’amore, Afrodite,
principio universale di associazione delle creature e protettrice
della vitalità in generale. Che sovrintenda alla fertilità dei giardini
sotto le spoglie latine di Doritis o caldeggi ogni possibile
sfumatura di sentimento amoroso, da quello voluttuoso come
amante di Marte a quello platonico quale sposa di Vulcano, Venere
si occupa della conservazione della Vita attraverso l’alimento di un
sentimento positivo verso la medesima. A questo proposito tutti i
più grandi autori moderni sono d’accordo: Venere è
un principio di
attrazione, simpatia e comunione
che agisce sul piano del
sentimento
, in una fattispecie oroscopica rappresenta il modo di
voler bene di una persona. Come splendidamente scrive Grazia Mirti
in proposito, Venere, "regola il ritmo dell’impulso creativo, come
causa iniziale dell’ispirazione d’amore che penetra tutte le cose, e
conduce verso il bello e le strade che ne derivano". In secondo luogo,
allorché consideriamo un’altra parola chiave che fa da corollario
all’amore tra i sentimenti convogliati dal 4° chakra, e cioè la gioia,
anche in questo caso, vedremo che per la generalità degli autori
Venere rappresenta al meglio questa qualità, come felicità intima,
ad esempio nel rapporto con la Natura, oppure nella gioia festosa
delle occasioni mondane.

Restando nel campo della soggettività, possiamo ancora notare
come la natura di Venere, anche in riferimento ai due segni che
governa, Bilancia e Toro, sia sempre foriera di
un’armonia ed un
equilibrio di sentimenti
, ovverosia di quella pace interiore che ci
giunge dall’Universo proprio passando dalla porta di Anahata. Se
adesso usciamo dalla sfera dell’Io e ritorniamo per un attimo in un
ambito relazionale e duale già ampiamente occupato dalle
dinamiche del sentimento dell’amore possiamo evidenziare una
sfumatura particolare delle stesse, e precisamente il ruolo che
Venere ed Anahata giocano come principi più generali di
comunione
ed equilibrio
. Comunione, non fusione, unione di due cose diverse
in qualcosa di comune, armonia sinergica fra parti di sistemi distinti,
ed equilibrio, fulcro di intermediazione fra opposti. Ebbene: Venere
esercita questa funzione non meno di Anahata. La prima, visibile
solo all’alba o al tramonto, lega luce e tenebre, Cielo e Terra, ed è
protettrice della navigazione e dei marinai (Euploia) per la sua
influenza sul movimento equilibrato delle acque. Il secondo, per la
sua posizione mediana all’interno della scala dei chakra, unisce le
energie delle tre ruote superiori, spirituali, a quelle delle tre ruote
inferiori, materiali, rappresentando il naturale baricentro dell’uomo
e delle sue due nature.

In parallelo all’ordine nel quale abbiamo prima trattato le peculiarità
del 4° chakra concludiamo questa disamina di analogie con quella
più immediatamente evidente, e cioè, quella che lo lega a Venere
sul terreno della bellezza. Con questo termine intendo riferirmi ad
un concetto piuttosto generico che astrae da contenuti e connotazioni
particolari per restare su di un livello di pura armonia formale, laddove
le varie forme saranno rappresentate, via via, dai colori e dalle linee
del pittore o dell’architetto, dai suoni del musicista, etc. etc. Pare
quasi superfluo, a questo punto, ricordare come Venere la faccia da
padrona in tutti quei temi di artisti, esteti, e - digradando - damerini
vari che fanno della forma un valore fondamentale dell’esistenza e del
rifugio nell’effimero un motivo di speranza inestinguibile.

E’ già una bella coincidenza, poi / per concludere, che Venere disti dal
Sole 108 milioni di chilometri, un numero, questo, sacro per l’Oriente
in quanto coincidente con quello delle vite terrene del Buddha, guarda
caso, icona ed ideale dell’amore universale.

N.B.
Questo testo è coperto solamente da un diritto morale,
quello dell'IFCOPYB-RIGHT. Naturalmente, se qualche
piccolo editore è interessato può contattarmi e io cercherò
di dar seguito al progetto e, quando possibile, lo terminerò.

N.M.B.
Ogni riferimento di questo testo a persone, cose o situazioni
reali è puramente arbitrario, non da me voluto o sottointeso.

Il Chakra del cuore è il ricettacolo del pianeta Venere nell’uomo


Analizziamo dapprima che cosa ci dice
la tradizione orientale sulle
caratteristiche della natura del 4° Chakra
.

 


 


 

 


 


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