|
sii retto, chiarissimo |
|
Diario
17 dicembre 2006
past life (Riflessioni)

Non è facile scoprire le proprie vite passate. Io non ho mai fatto esperienze di ricordo più o meno cosciente (dal rebirthing alla ipnosi regressiva le tecniche sono molte), nè ho avuto dei "deja vu" in luoghi a me sconosciuti della Terra. Nè ho mai fatto particolari ricerche a suffragio di ipotesi che dagli stessi fossero scaturite. Tuttavia, io sento che questa potrebbe essere stata la mia ultima incarnazione. Lo sento perchè lo sento, così, e basta. In realtà vi sono state delle "coincidenze" che mi hanno "inspirato" in questo senso. Non ultima, la malattia di cui questo artista ha sofferto verso la fine della sua vita e che ha lasciato tracce karmiche evidenti nella mia, come anche si può evincere da un'analisi karmica (volta cioè ad individuare le caratteristiche principali delle vite passate più significative del soggetto) del mio tema natale. Come tempi ci saremmo, infatti egli ha lasciato la Terra due anni prima della mia nascita, e le mie conoscenze sull'argomento dicono che le anime dei suicidi hanno un ciclo di rinascita breve. Oltretutto, un'anima che lascia una fulgida carriera a soli 37 anni (l'età in cui io ho cominciato a produrre opere) per forza maggiore, ha una voglia matta di tornare sulla Terra per continuare ciò che "stava facendo" e completare i propositi (di un qualsiasi tipo: artistici, politici, familiari, etc.) dai quali è stato distratto. Curiosi di conoscerlo? Questa è la sua biografia tratta da Wikipedia.
Discutevo tempo fa con il mio psichiatra di reincarnazione e lui - molto scettico - si chiedeva: ma perchè durante le regressioni a vite passate ci si ricorda sempre di vite gloriose, famose o importanti, e mai di vite semplici, umili e sconosciute? Non ricordo se ho subito obiettato ciò che vengo adesso a dire: Ma, signori miei, siate semplici e razionali - think easy. Voi, pensando ai giorni della vostra infanzia, vi ricordate meglio di un giorno in cui il nonno vi ha portato in centro a Natale a vedere le vetrine a festa e vi ha regalato un bel giocattolo e poi vi ha portato a prendere una cioccolata calda, oppure vi ricordate di più di una giornata di pioggia trascorsa da soli a casa nella noia, tra compiti e merenda? Mi sembra di non dover aggiungere altro. Invece lo aggiungo. Chiaramente, l'anima di un uomo rimane più impressionata - come una pellicola fotografica - da emozioni forti, positive o negative che siano, causate a loro volta da accadimenti forti ed importanti, chessò, una incoronazione, una morte violenta, un processo per stregoneria, un'ordinazione monastica, una battaglia militare, etc, etc. Comunque da eventi più significativi di altri, e che maggiormente si distaccano dal range di una vita media o mediocre, che passa senza lasciare segni profondi.
pastlives
tancredi
paolo
| inviato da il 17/12/2006 alle 19:59 | |
|
|
| |
|
|